In questa composizione appare evidente e scontato l’invito ad osservare quanta leggerezza ed equilibrio ci sia nello stallo di un uccello. Il titolo dell’opera si spinge oltre, l’artista prova umilmente a descrivere, osservando attraverso l’obiettivo fotografico, e con un occhio rivolto al cielo, uno stato che egli definisce quiete assoluta, ove tutto è perfetto così com’è nel giusto equilibrio delle cose.
Il gabbiano fotografato dal ponte di una nave, era semplicemente sospeso in aria, trattenuto su dalla corrente… nulla di più semplice e ovvio. Il punto di quiete assoluta è un punto dove si è in grado di guardare ciò che accade e sentire che tutto è a posto così com’è.
In questo stato quello che ci circonda lavora anche per noi e se ne diveniamo consapevoli, ci si limita ad osservare in pace con noi stessi e l’universo. Questo è il punto infinito che si trova tra il dualismo delle energie che ci circondano (taoismo). Dove ci si trasforma nel gabbiano, cielo e nuvole. In un tratto ci si rende conto di essere anche lo stesso occhio osserva.
